BAVA DI LUMACA: uno dei problemi dei Pannelli Fotovoltaici

BAVA DI LUMACA: uno dei problemi dei Pannelli Fotovoltaici

Gli addetti al settore hanno già sentito parlare dell’ormai famoso effetto detto “bava di lumaca” in alcuni pannelli fotovoltaici. Si tratta di venature, spesse anche un centimetro, che cromaticamente alterano la visione del pannello. Delle righe scure che spuntano qua e la, all’interno del pannello. Righe che hanno un grosso impatto cromatico e visivo.

La bava di lumaca è un problema serio e  ci sono diverse tipologie di fenomeno. Varia in base alla profondità della cricca sulla cella, ma in sostanza nasce sempre da una crepa.
A chi imputare le colpe del fenomeno è difficile da definire; il costruttore dirà sempre che il modulo è partito sano dalla casa madre ed è colpa dell’installatore che l’ha movimentato in modo selvaggio, di contro l’installatore dirà sempre che il modulo ha un difetto estetico che non incide sulla produzione.
Ho seguito diverse cause interessate da questi fenomeni, con qualsiasi risultato.

In sostanza cos’è la bava di lumaca?

E’ una microfrattura della cella che, nel caso migliore provoca un surriscaldamento localizzato della cella con distacco dell’EVA e formazione di una bolla, l’aria che si insinua sulla bolla porta all’ossidazione del finger senza intaccare la cella. Nel caso peggiore il surriscaldamento localizzato è talmente alto che nel tempo porta alla perforazione del backsheet con perdita d’isolamento e degrado prestazionale del modulo.

 

 

E’ molto lunga la lista dei problemi che possono colpire i moduli: “fratture e delaminazioni, ingiallimento dell’incapsulante, corrosione dei contatti elettrici, difetti nelle saldature, diodi di bypass malfunzionanti, hot spot, bave di lumaca, eccetera. Alcuni difetti vanno a stabilizzarsi, mentre su altri bisogna intervenire”, spiega Bertani, ricercatore del RSE (società specializzata nella ricerca del Settore energetico)

Dagli errori di progettazione, ai difetti dei componenti, moduli in primis, sono molti i problemi degli impianti fotovoltaici italiani sui quali il nuovo DTR del GSE permetterà di intervenire.

Naturalmente per evitare che il DTR (Documento tecnico di riferimento) da opportunità si trasformi in uno svantaggio per coloro che hanno deciso di investire nel fotovoltaico, bisogna conoscerlo bene e seguire puntualmente le indicazioni riportate in ogni attività relativa all’Impianto.

Il GSE ha reso pubblica questa “guida” che regolerà tutti i futuri interventi e modifiche relativi agli impianti, ma è importante sapere che parallelamente ha già adottato una serie di efficaci attività di controllo, che verranno continuamente implementate al fine di prevenire abusi e comportamenti scorretti.

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