Ecco perchè dovresti conoscere il DECRETO CONTROLLI

Ecco perchè dovresti conoscere il DECRETO CONTROLLI

Il 31 gennaio 2014 è entrato in vigore il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, conosciuto come Decreto Controlli, che individua le modalità organizzative e operative dei controlli, le attività in carico ai vari soggetti coinvolti, gli aspetti degli impianti oggetto di controllo e la lista delle violazioni rilevanti in conseguenza delle quali il GSE può disporre la sospensione o la decadenza degli incentivi, con l’integrale recupero delle somme già erogate.

Il Decreto Controlli nasce dall’attuazione del decreto legislativo n.28 del 03 marzo 2011, a sua volta in attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

L’ambito di applicazione del Decreto fa riferimento alle attività di controllo sulla documentazione e sugli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per i quali è stata presentata una richiesta di incentivo, o che percepiscono già incentivi erogati dal GSE.

L’elenco completo della documentazione oggetto di verifica viene comunicato dal GSE in anticipo sul controllo e varia in base al Conto Energia di riferimento e alle specifiche caratteristiche dell’impianto oggetto di verifica.

Per le modalità di svolgimento del controllo del GSE consulta la nostra pagina dedicata alle modalità di svolgimento del controllo del gse.

Decreto controlli

Programmazione dell’attività di controllo

Secondo quanto stabilito dall’art.6 del Decreto Controlli, l’attività di controllo è svolta sulla base di una programmazione:

La programmazione dei controlli documentali senza sopralluogo è effettuata su base annuale e triennale. Il GSE assicura lo svolgimento annuale di controlli su non meno del 50% delle nuove istanze di incentivo e lo svolgimento triennale di controlli su non meno del 15% delle istanze relative a impianti già incentivati e non oggetto di precedenti controlli.

La programmazione dei controlli con sopralluogo è effettuata su base esclusivamente triennale. Il GSE garantisce, tenendo conto dei fattori di rischio, quali la rilevanza economica degli incentivi, la data di entrata in esercizio e la potenza degli impianti in relazione all’incentivo riconosciuto, lo svolgimento di controlli triennali su non meno del 10% della potenza di tutti gli impianti incentivati di cui almeno la metà senza preavviso.

IL GSE può anche sottoscrivere protocolli di intesa con i soggetti pubblici per eventuali controlli incrociati. Il GSE, infatti, secondo quanto riportato dall’art. 4, può anche avvalersi del supporto tecnico di soggetti terzi dotati di idonee competenze specialistiche, ed essere supportato dai gestori di rete secondo quanto previsto dall’art. 5.

Violazioni rilevanti

Il Decreto Controlli, all’art. 11, stabilisce infine l’esito delle attività di controllo o di verifica documentale. Se durante le suddette attività vengano accertate le violazioni rilevanti riportate nell’allegato 1 al Decreto, il GSE può disporre il rigetto dell’istanza di richiesta di incentivo o la decadenza degli incentivi con l’integrale recupero delle somme già erogate.

La lista delle violazioni rilevanti riportata di seguito, come prevista dall’allegato 1, non è esaustiva, in quanto lo stesso art. 11 prevede che al di fuori delle ipotesi espressamente previste dall’allegato 1, qualora il GSE rilevi violazioni, elusioni o inadempimenti cui consegua l’indebito accesso agli incentivi, dispone comunque il rigetto dell’istanza ovvero la decadenza dagli incentivi nonché l’integrale recupero delle somme eventualmente già erogate.

Riportiamo di seguito la lista delle violazioni rilevanti individuate dal GSE all’allegato 1 del Decreto Controlli:

  • presentazione al GSE di dati non veritieri o di documenti falsi, mendaci o contraffatti, in relazione alla richiesta di incentivi, ovvero mancata presentazione di documenti indispensabili ai fini della verifica della ammissibilità agli incentivi;
  • violazione del termine per la presentazione dell’istanza di incentivazione e, nel caso in cui sia determinante ai fini dell’accesso degli incentivi, la violazione del termine per l’entrata in esercizio;
  • inosservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento del GSE relativo all’esito dell’attività di controllo;
  • indisponibilità della documentazione da tenere presso l’impianto ai sensi dell’art. 9, comma 3, nel caso in cui se ne sia già accertata l’assenza nell’ambito di una precedente attività di controllo;
  • comportamento ostativo od omissivo tenuto dal titolare dell’impianto nei confronti del preposto al controllo o del gestore di rete, consistente anche nel diniego di accesso all’impianto stesso ovvero alla documentazione;
  • manomissione degli strumenti di misura dell’energia incentivata;
  • alterazione della configurazione impiantistica, non comunicata al GSE, finalizzata ad ottenere un incremento dell’energia incentivata;
  • interventi di rifacimento e potenziamento realizzati in difformità dalle norme di riferimento ovvero da quanto dichiarato in fase di qualifica o di richiesta dell’incentivo;
  • inefficacia del titolo autorizzativo per la costruzione ed esercizio dell’impianto;
  • insussistenza dei requisiti per la qualificazione dell’impianto, per l’accesso agli incentivi ovvero autorizzativi;
  • utilizzo di combustibili fossili di due punti percentuali oltre la soglia consentita, non previamente comunicato al GSE;
  • utilizzo di combustibili rinnovabili in difformità dal titolo autorizzativo o dalla documentazione presentata in sede di qualifica ovvero di istanza di incentivazione;
  • mancata trasmissione al GSE della certificazione di fine lavori dell’impianto nei termini previsti dalla normativa di incentivazione, nel caso in cui sia determinante ai fini dell’accesso o della determinazione agli incentivi;
  • utilizzo di componenti contraffatti ovvero rubati.

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